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Quando tuo figlio si chiude, si arrabbia e non vuole più andare a scuola: 5 segnali da non sottovalutare

Quando tuo figlio si chiude, si arrabbia e non vuole più andare a scuola: 5 segnali da non sottovalutare

A volte un adolescente non dice “sto male”.

Lo comunica in altri modi: si chiude in camera, risponde male, evita la scuola, smette di fare ciò che prima gli interessava. Non significa necessariamente che ci sia “qualcosa che non va”. Ma alcuni cambiamenti meritano attenzione.

 

5 segnali da non sottovalutare

  1. Fa sempre più fatica ad andare a scuola
    Non solo qualche mattina difficile: aumentano assenze, ritardi, mal di pancia, mal di testa o continue richieste di restare a casa.
  2. Si ritira dalle relazioni
    Passa molto più tempo da solo, evita amici e famiglia, rinuncia ad attività che prima gli piacevano.
  3. La rabbia aumenta
    Risponde male, urla, sbatte le porte o reagisce in modo molto intenso anche a richieste apparentemente piccole.
  4. Cambia il modo di comunicare
    Prima raccontava qualcosa della sua giornata, ora risponde solo “non lo so”, “lasciami stare”, “non mi interessa”.
  5. Cambia improvvisamente abitudini
    Sonno, alimentazione, uso del telefono, cura di sé, studio: quando il cambiamento è netto e dura nel tempo, vale la pena fermarsi e osservare.
  6.  

3 frasi da evitare con tuo figlio

“Alla tua età io non mi sarei mai comportato così.”

“Se continui così, ti rovini il futuro.”

“Non hai nessun motivo per stare male.”

Anche quando vengono dette con l’intenzione di aiutare, possono far sentire l’adolescente giudicato, non capito o sotto pressione.

 

Prova invece con:

✅ “Vedo che in questo periodo andare a scuola ti pesa molto. Possiamo provare a capire insieme cosa sta succedendo?”

✅ “Non devo per forza essere d’accordo con quello che fai per provare a capire come stai.”

✅ “Ti va di parlarne adesso o preferisci che ci riproviamo più tardi?”

 

Come parlare di emozioni con un adolescente?

Non serve iniziare con: “Dimmi come ti senti”. Per molti ragazzi è una domanda troppo grande.

Parti da ciò che osservi:

“Ultimamente ti vedo molto arrabbiato.”

Poi lascia spazio:

“Secondo te cosa ti fa arrabbiare così tanto?”

Se non risponde, non riempire subito il silenzio.

Puoi anche provare a dare delle possibilità:

“È più rabbia, preoccupazione, stanchezza… o qualcosa che non riesci ancora a spiegare?”

E soprattutto: non cercare subito la soluzione.

A volte un adolescente ha bisogno prima di sentirsi ascoltato e solo dopo di pensare a cosa fare.

Se tuo figlio dice:
“Lasciami stare, siete voi il problema!”

puoi rispondere:

“Capisco che in questo momento sei molto arrabbiato con noi. Non voglio costringerti a parlare. Però voglio capire cosa ti sta succedendo e ci sono quando vorrai farlo.”

Ascoltare non significa accettare qualsiasi comportamento.
Significa provare a distinguere la rabbia che vediamo da ciò che quella rabbia sta cercando di comunicare.

 

Hai bisogno di un confronto?

Se riconosci alcuni di questi segnali in tuo figlio o in tua figlia e desideri comprendere meglio come affrontare la situazione, il team educativo di Centro Train de Vie è a disposizione per un confronto.

Per informazioni sul Servizio Educativo Domiciliare (SED): elena.nobile@traindevie.it